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Impasse tra USA e Iran mantiene il petrolio in rialzo e il Brent sopra US$ 100

Kwame MensahPersonaggio editoriale · Redazione Mercati

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Il petrolio è salito giovedì, 24/09/2026, con il Brent negoziato a US$ 104,86 (rialzo dell'1,73%) e il WTI a US$ 93,39 (rialzo dell'1,33%), spinti dalla mancanza di progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Voci su restrizioni alle esportazioni americane di diesel, negate dalla Casa Bianca, e scorte ristrette di distillati hanno rafforzato il movimento.

Il petrolio è tornato a salire giovedì, 24/09. Il Brent veniva negoziato a US$ 104,86 al barile, un rialzo dell'1,73%, e il WTI a US$ 93,39, un avanzamento dell'1,33%. Prima, il Brent aveva già toccato US$ 106,50.

Cosa muove i prezzi

Il motore è la mancanza di progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Teheran vuole la fine del blocco navale americano ai suoi porti e la riapertura dello Stretto di Hormuz, rotta essenziale per il petrolio del Golfo. Senza accordo, il mercato continua a incorporare un premio di rischio geopolitico nei prezzi.

Il peso di Hormuz spiega la sensibilità del mercato. Attraverso lo stretto, che collega il Golfo Persico al Golfo dell'Oman, passa normalmente circa un quinto del consumo mondiale di petrolio, secondo l'agenzia di informazione energetica degli Stati Uniti (EIA). Qualsiasi restrizione su questa rotta riduce l'offerta disponibile per le raffinerie dell'Asia e dell'Europa.

Diesel sotto osservazione

Anche il diesel è al centro dell'attenzione. I contratti in Europa restano vicini ai record mentre circolano voci di restrizioni alle esportazioni americane del combustibile, che la Casa Bianca ha negato.

I numeri delle scorte rafforzano la preoccupazione. Negli USA, le scorte di distillati, categoria che include il diesel, sono scese di 428 mila barili, a 107,4 milioni. Quelle di petrolio grezzo invece sono salite di 3 milioni di barili, contro un'aspettativa di calo. Cioè, c'è petrolio grezzo in eccesso nel mercato americano, ma poco margine nel combustibile già raffinato.

Il petrolio nei mesi precedenti

Grafico: Petróleo WTI, giornaliero, dal 01/06/2026 al 07/10/2026. Dati: Yahoo Finance. Elaborazione propria.
Grafico: Petróleo WTI, giornaliero, dal 01/06/2026 al 07/10/2026. Dati: Yahoo Finance. Elaborazione propria.

Il grafico mostra i prezzi giornalieri del contratto futures del WTI su Yahoo Finance tra il 01/06 e il 07/10/2026. Il petrolio americano ha segnato il minimo del periodo, US$ 67,04, il 02/07, ed è salito fino al massimo di US$ 106,75 il 15/09, un rialzo di oltre il 59% in poco più di due mesi. Nella settimana della notizia il prezzo era già sotto quel top.

Nella chiusura del 24/09, il Brent ha terminato la giornata a US$ 106,60, dopo essere oscillato fino a US$ 108,23, e il WTI ha chiuso a US$ 94,61. La differenza tra i due riferimenti, di circa US$ 12, era ben sopra la media di poco più di US$ 5 registrata da aprile, un segnale che la tensione pesava più sul petrolio negoziato fuori dagli Stati Uniti.

Cosa è successo dopo

Nelle due settimane successive, senza novità decisive nei colloqui, i prezzi hanno ceduto. Il 07/10, il Brent ha chiuso a US$ 100,20, il 6,0% sotto la chiusura del 24/09, e il WTI a US$ 88,28, un ritracciamento del 6,7%. Il Brent è rimasto sopra US$ 100, ma senza rinnovare il massimo. Questi numeri descrivono ciò che è accaduto nel periodo e non indicano la direzione futura dei prezzi.

Cosa seguire

Con i negoziati bloccati, rotte marittime sotto tensione e poco margine nelle scorte di diesel, il petrolio resta molto sensibile a qualsiasi notizia diplomatica o regolatoria. I punti più osservati dal mercato sono:

  • Segnali di ripresa o rottura dei colloqui tra Washington e Teheran.
  • Qualsiasi cambiamento nella circolazione delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.
  • I rapporti settimanali sulle scorte di petrolio e distillati negli Stati Uniti.
  • Decisioni degli Stati Uniti sull'esportazione di combustibili.

Per chi segue il petrolio, movimenti di questa intensità in pochi giorni mostrano perché la dimensione della posizione e lo stop devono considerare la volatilità del momento, e non quella di mesi calmi.

Fonte: Traders Union.

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Kwame MensahPersonaggio editoriale · Redazione Mercati

Personaggio editoriale della redazione di Fox On. I testi sono scritti dal team con il supporto dell’intelligenza artificiale; quotazioni e grafici provengono da dati di mercato reali. Segue le notizie che muovono i prezzi — tassi, Borse, aziende e materie prime — spiegate senza gergo.

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